È il progetto di Massimo Di Nonno con cui Around Gallery ha inaugurato la sua attività il 16 luglio 2012 presso lo spazio “Pop-up” di Via San Maurilio a Milano. 160 metri quadri completamente vuoti nel cuore della città. Lo spazio, stuccato, dipinto e allestito per l’occasione, ha ospitato per 3 giorni l’esposizione delle 20 stampe fotografiche in edizione limitata di 10 esemplari, scattate dall’autore tra il 2006 e il 2007 lungo tutto il corso del fiume, dalla fonte alla foce. Po River E’ stata successivamente riproposta nelle città di Mantova e Cremona.

 

“È un corpo vivente, implacabile. Un luogo in perenne movimento. Nel giorno come nella storia. Questo è il Po, il grande fiume d’Italia. Il gigante d’acqua che nutre la vita e assiste alle vicende dell’uomo. Massimo Di Nonno ne percorre l’argine sinistro da Torino alla foce con la consapevolezza di chi, con la fotografia, ricerca i segni di un’esistenza, quella che si anima dentro e fuori il confine. Dentro e fuori quel margine che separa e unisce il fiume alla vita e al vissuto. All’abitare, sintesi della relazione uomo-natura-cultura, e all’abitato. A rendersi manifesta è una presenza sempre più lontana e sempre meno partecipe alle vicende del luogo perché sacrificata alle logiche dello sfruttamento e al desiderio di piegare il fertile terreno, quello posto appena oltre l’argine, alle colture intensive di mais e pioppi. La cesura è netta e l’immagine ne è testimone. Dal racconto emergono, per lo più, figure estranee e nomadi. Alle voci dei pescatori giunti dall’Est Europa a caccia del pesce siluro e dei pastori in transito con gli armenti si sommano quelle dei contadini che ogni mattina giungono dal paese e che riservano alla vecchia cascina sul Po il ruolo di rimessa delle macchine agricole. Osservatore, Massimo Di Nonno compie un viaggio di 600 chilometri e attraversa le quattro stagioni per cogliere cromie e aspetti, consapevole di una necessaria azione di segnalazione e di conoscenza. Al di là di una vivace realtà sul delta, fra le valli di Comacchio, tutto sembra destinato a un silenzioso e inesorabile corso. Uniche presenze perenni, testimonianze di un passato non più prossimo, sono le madonnine di ceramica che, rivolte ai campi, proteggono il lavoro di chi ancora mescolava la fatica e il sacrificio alla preghiera e all’invocazione”

Giovanni Pelloso

 

Nato a Campobasso nel 1968, Massimo Di Nonno, si trasferisce a Torino nel 98′, dove realizza progetti di arte contemporanea insieme a Annamaria Ferrero. Successivamente lavora come fotoreporter per diverse agenzie tra cui Getty Images. Nel 2003 arriva a Milano dove, con Samuele Pellecchia, fonda l’agenzia Prospekt. 

 

Le foto della mostra disponibili in stampe a edizione limitata

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